Certe notti, mica sempre, prima di prender sonno, giusto un attimo prima, anche a me è capitato di pensare alla morte. Non alla morte in generale, questo no. Non a quella delle guerre e delle stragi, nè tantomeno a quella tutt’intorno. No. Non quella. Un attimo prima di addormenarti, quando immerso nel buio tutto il mondo tace, è alla tua, di morte, che pensi.
Ma perchè cazzo tutto deve spegnersi così, ad un certo punto? Consideravo proprio ieri. Perchè ad un certo punto è il buio che deve inghiottire tutto? Prevalere sulla luce. La nostra luce. La mia luce.
Già, perchè quando mi spegnerò io, la luce d’intorno rimarrà tale. Sarà pure un buio assoluto, ma squisitamente personale. Un buio senza fondo, una grande fine, come infinitamente grande fu l’inizio. O meglio, il prima dell’inizio.
In fondo, a pensarci bene, non siamo che una piccola luce in un grande buio. E se è così, Dio solo sa quanto non sia preziosa anche la più piccola scintilla di quella luce.
Ed io ho percepito nitidamente, per la prima volta, come sia importante brillare, in quel buio. Proprio per non esser parte di quell’oscuro vuoto, per non esser quel buio medesimo.
Brilliamo allora, piccola mia.
Brilliamo senza paura.
E’ solo in virtù di quella luce che chiamiamo vita che riuscirà ad avere un senso quel buio chiamato morte.
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